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Notte noir

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L’Aquila - giovedì 21 e venerdì 22 dicembre 2006
nella notte più lunga dell’anno un programma di eventi dal tramonto all'alba

 


Più notte che giorno
ma poi torna il sole



di Gianfranco Colacito

Il 21 dicembre è il solstizio d'inverno. La notte più lunga dell'anno, dopo la quale, prima pochi secondi per volta, poi rapidamente, il giorno si allunga. In gennaio il fenomeno si nota già vistosamente: sempre che siate attenti alla natura e al suo linguaggio, che è solenne, ma muto nei cieli e tra le stelle.

Il giorno più corto che ci sia non è, quindi, quello di S.Lucia (13 dicembre), come vuole la credenza popolare. Solstizi ed equinozi, quattro appuntamenti celesti, provano che la misurazione del tempo in anni non è arbitraria,  ma rigorosamente legata ad appuntamenti naturali. Il cosmo come un orologio. Mesi e settimane ne conseguono, sempre restando sui 365 giorni circa dell'orbita terrestre attorno alla nostra stella.

Gli antichi avevano annotato fin da migliaia di anni prima della civiltà romana e del cristianesimo movimenti, appuntamenti, fenomeni celesti. Oscuri e ardimentosi astronomi del 2000 o del 3000 a.C. consumavano la vita prendendo appunti. Sapevano che l'autunno (che finisce proprio il 21 dicembre) porta i giorni più corti e le tenebre dominanti. Sapevano anche che dal 21, il giorno si allunga e la vita sembra riprendersi come dopo un gelido torpore. Da qui la coincidenza del Natale con questi giorni di dicembre e la collocazione della nascita di Cristo in questi giorni. Torna la luce, dunque il salvatore e il redentore come luce. Anche in altre civiltà, dicembre è sempre un mese speciale: e sempre per via della luce che torna.

Per secoli uomini geniali dei tempi remotissimi, e poi moderni giganti comeGalileo, Newton, Herschel, Cassini, Doppler, Hubble, Feidmann, Lemaitre, Einstein, e altri, hanno scrutato il cielo e poi le profondità dell'Universo, spiegate dall'astrofisica, dalla relatività, dal big bang. Le scoperte sono strepitose, ma i misteri ancora di più.

Alcuni si indagano nel cuore del nostro Gran Sasso. Altri, come la materia oscura, pongono quesiti che sono - per ora - insondabili enigmi. Festeggiamo il solstizio, ancestrale Natale di nostri avi scomparsi da millenni, ma forse ancora presenti in una dimensione temporale relativa: uno dei misteri più profondi della natura. Forse siamo, siamo stati e saremo sempre tutti qui, nel nostro tempo personale. O forse non siamo se non quando osserviamo, come vuole certa sconcertante fisica quantistica. Vai a sapere. Contentiamoci del 21 dicembre e della notte noir.